Descrizione
Un Breve estratto della dispensa:
“Asana”, non è una forma fisica da performare, ma è un mezzo per accedere esperienze più profonde sul piano della coscienza. Come procedere verso questo obiettivo?
Letteralmente ASANA significa “là dove uno è”. Con questo termine spesso ci riferiamo a posizioni che coinvolgono il corpo. Asana è certo una postura fisica, ma secondo il percorso proposto dai testi tradizionali deve diventare anche un atteggiamento mentale. Nello Yoga, il corpo è solo il punto di partenza per accedere agli aseptti più profondi della persona.
“Dove mi trovo io, in questo momento? qual è il “contenuto” della mia mente e della mia coscienza?” durante l’asana la nostra mente è come un contenitore che normalmente ha un suo contenuto; cerchiamo di sperimentare che cosa contiene.
Studiando i “Testi Tradizionali”, leggiamo che le “Asana con valore terapeutico” sono pochissime. Nella “Fisioterapia”, la pratica delle differenti “Asana” è proposta spesso come esercizio fisico alla cui base c’è una attività muscolare volontaria.
Nei libri yoga più moderni, la spiegazione della tecnica delle varie “Asana” è molto dettagliata, mentre è piuttosto carente la descrizione delle varie esperienze che si possono avere durante l’asana.
“Patanjali” ci parla di ciò che avviene con la pratica corretta di “Asana”. (P.Y.S. II – 49)
Oggi, lo “Yoga” viene spesso proposto come se fosse una dimostrazione di agilità, come una danza o come un programma di allenamento fisico, e in alcuni casi come una disciplina sportiva competitiva e uno “show” per i giochi olimpici. Se yoga è proposto al contrario come una “Sadhana”, e segue le linee guida dello “Yoga Tradizionale”, l’obiettivo da raggiungere sarà un “obbiettivo interiore” di aumento di conoscenza di Sè e di auto-realizzazione.
Asana può essere eseguita nella modalità dell’esercizio ginnico o nella modalità posturale. Le aree cerebrali che si attivano nelle due modalità sono diverse, cosi come diversi sono gli effetti sulla mente e sullo stato di coscienza. L’esperienza personale è fondamentale per comprenderne le differenze.
Oggigiorno la ricerca medica nel campo dello Yoga viene svolta secondo i criteri dell’ Evidence Based Medicine e applicata a varie condizioni o patologie.
Così come la Medicina Moderna ha il suo approccio diagnostico, allo stesso modo anche le Medicine complementari e integrative, incluso lo Yoga, ne dovrebbero utilizzare uno specifico. Noi riconosciamo che lo yoga abbia un valore terapeutico ma, affinchè questo sia riconosciuto e valido, deve partire da un metodo diagnostico autonomo basato sui testi tradizionali e non da quello specifico di altre “Medicine” (Dr Bhole)
Se vogliamo utilizzare “Asana”, come strumento utile in Yoga Therapy, occorre iniziare sempre da una “diagnosi” yogica. Il dr Bhole ha sviluppato un sistema di diagnosi originale che parte dal check-up telle tensioni fisiche e respiraratorie per ampliarsi agli aspetti mentali, emozionali e comportamentali dell’individuo. Per lo Yoga Therapy, si segue la dottrina dei cinque Kosha proposta dalle Upanishad e quella relativa a concetti proposti dallo Yoga di Patanjali, come Chitta Vritti, Klista-aklista Vrtti.
Il suo approccio conosciuto come Yoga Therapy Metodo dr Bhole è facilmente utilizzabile dagli insegnanti yoga o dai praticanti.



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